Stomaco e svogliatezza di fine estate: perché?

Con l’arrivo della “fine estate” come viene definita in ambito della Medicina Tradizionale Cinese, i ritmi cambiano, la luminosità del giorno si riduce in termini di ore, il clima si fa più fresco e umido, la natura – nonostante i cambiamenti in atto – ci presenta i nuovi raccolti di frutta e verdura.
Come mai in questo periodo, così come nel passaggio dall’inverno alla primavera lo stomaco delicato o troppo sollecitato inizia nuovamente a farsi sentire?
Nella regione epigastrica convergono le sedi di dolore elettivo dello stomaco, duodeno, vie biliari e pancreas. La flora intestinale soprattutto dell’intestino tenue potrebbe essere stata drasticamente abbattuta dalle ondate di calore intenso della stagione estiva, o dalle diverse modalità di alimentazione, per cui la diminuzione dei bifidobatteri in quella regione dell’apparato digerente può dar luogo a dolori gastrici.
Sappiamo infatti che un vasto assortimento di microrganismi che popola l’intestino umano in tutti i suoi distretti e prende il nome di MICROBIOTA, è ospite-specifico, e può subire modificazioni endogene ed esogene. L’aspetto più affascinante è quello della comunicazione con il cervello, anche se presenta aspetti ancora non del tutto chiariti. Per esempio le cellule enterocromaffini della mucosa intestinale sono importanti trasduttori bidirezionali che regolano la comunicazione tra il lume intestinale e il sistema nervoso. Le fibre viscero-sensitive possono avere un ruolo nel dolore, nella modulazione della risposta immunitaria, nel controllo delle emozioni di fondo e di altre funzioni omeostatiche. La maggior parte della serotonina è reperibile nel duodeno e nel retto. In condizioni di salute la serotonina esercita un ruolo sull’attività motoria intestinale, sulla sensibilità viscerale, sulla regolazione dell’assunzione del cibo e sull’accrescimento cellulare.
Il Prof Emeran Mayer (uno dei miei insegnanti), il maggiore studioso delle correlazioni cervello intestino, docente presso la UCLA University USA correla il microbioma e il sistema immunitario per un invecchiamento salutare. Esiste un’interazione diretta tra il microbioma intestinale e le patologie degenerative, il tutto sostenuto dalla scorretta alimentazione (normalmente difforme dalla dieta originale del proprio Paese).
Nei modelli murini si è già dimostrato che i batteri intestinali influenzano il comportamento, la memoria e l’apprendimento. Il microbiota intestinale è il maggiore produttore di acidi organici circolanti. Ai prodotti della fermentazione batterica, in particolare l’acido lattico e propionico è riconosciuto un ruolo nel comportamento. Nei ratti alimentati con diete ricche di carboidrati fermentescibili si è evidenziata una forte correlazione tra livelli di acido lattico nel cieco e modificazioni nella memoria.
Nell’uomo alti livelli di acido propionico nelle feci si correlano allo stato d’ansia nei soggetti con sindrome dell’intestino irritabile.
Il malassorbimento dei carboidrati con conseguente rialzo della fermentazione è stato associato con la depressione femminile.
L’acido butirrico, che viene prodotto attraverso la fermentazione batterica della fibra alimentare, invece svolge un importante ruolo nel mantenimento dell’integrità della mucosa del colon. Ricerche recenti hanno potuto dimostrare che l’acido butirrico prodotto dai batteri commensali agisce sulle cellule T native promuovendo la loro differenziazione in cellule T-regolatorie, importanti nei disordini dell’apparato gastroenterico, nelle allergie e nelle malattie autoimmuni.
L’esposizione continuativa allo stress, prolungata oltre 6 mesi influenza direttamente la composizione del Microbiota intestinale. Infatti Lattobacilli e Bifidobatteri possono produrre GABA, un neurotrasmettitore che aiuta nella regolazione dell’ansia, così come al contrario lo stress può modificare il profilo del microbiota attraverso alte concentrazioni di noradrenalina nel lume intestinale, che andrà a produrre sostanze infiammatorie.
Perciò possiamo ben dire che i batteri intestinali, tramite il nervo vago (o X nervo) stimolano le sinapsi del benessere.

L’alimentazione è pertanto una base imprescindibile per il mantenimento di una buona flora batterica, utile non soltanto per le funzioni fisiche, ma soprattutto per quelle psichiche, chiaramente non scindibili.
Una dieta ricca in verdure, grassi di qualità e amidi resistenti (carote crude, fagioli e lenticchie, fiocchi di avena, patate lesse fredde, pane raffermo se di buona qualità) è quella più adatta a ottenere una concentrazione intestinale ottimale di acido butirrico.
La tossicità degli alimenti deriva non solo dai componenti aggiunti (conservanti, coloranti, addensanti, esaltatori di sapidità) ma soprattutto dalla temperatura di cottura dei cibi. I cibi cotti su brace, griglia, forno a legna (pizza) di cui si fa ampio uso soprattutto in vacanza ed in estate, trasformano le proteine in sostanze indesiderate come nitrosamine, amine eterocicliche aromatiche, trasformano le farine in idrocarburi policiclici aromatici come il benzopirene, e acrilamide dalle verdure, soprattutto da patate e asparagi, acroleine dai grassi come l’olio e i prodotti avanzati della glicazione (AGEs) dagli zuccheri, tutte sostanze codificate come genotossiche, ossia potenziali cancerogeni.
Tutte queste sostanze sono fortemente ridotte e forse anche totalmente eliminate dai batteri probiotici che albergano nel tenue, cioè i bifidobatteri (bifidobacterium breve, bifidobacterium longum, bifidobacterium bifidum e bifidobacterium lactis), che quando si riducono a causa dello stress o di colpi di calore dovranno essere ripristinati velocemente per evitare i dolori gastrici del periodo e la svogliatezza o la poca chiarezza del pensiero.

Per riprendere serenamente le attività dopo le vacanze, aiutiamo il nostro intestino.

Giuliana Cossettini, Ph.D, ricercatrice

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