E’ il mio corpo che cambia, e cambia, e cambia e cambia…. cantavano i LITFIBA nel 1999
OGNI STRESSOR PROLUNGATO HA UN EFFETTO DIRETTO SULLA COMPOSIZIONE CORPOREA
La richiesta di energia dal corpo aumenta nei periodi di stress.
Il cortisolo come ormone dello stress ha la funzione di recuperare più energia possibile dallo storage muscolare ed epatico: il glucosio.
Il glucosio fornisce energia immediata.
E’ da questo meccanismo di ricerca di compensazione che si scatena la voglia di dolci, frutta e carboidrati continui, quindi uno degli effetti del rilascio del cortisolo è leggibile nell’aumento dei livelli ematici di glucosio (vedi glicemia a digiuno, o emoglobina glicata) con perdita delle capacità di storage muscolare ed epatico.
Nella sindrome generale di adattamento allo stress si legge una prima risposta rapida ad un trauma o a una situazione di emergenza che dall’ipotalamo rilascia adrenalina e noradrenalina con attivazione del sistema nervoso simpatico.
Quando la percezione di stress (del tutto soggettiva) rimane alta nel tempo, il Sistema Nervoso Simpatico rimane attivato in modo permanente. Qui l’ipersimpaticotonia si legge in: mani e piedi freddi costantemente, aumento della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco, diminuzione del flusso del sangue ai tessuti, all’intestino e ai reni, la pelle diventa pallida, la produzione di urine diminuisce insieme con l’attività gastrointestinale.
Se lo stress rimane sempre alto, l’ormone antidiuretico o vasopressina causa vasocostrizione debole in un primo tempo, poi se gli enzimi di captazione sono compromessi da un ambiente a pH acido (l’ambiente va rimodulato con minerali, idratazione e attività fisica mirata) si trasforma in angiotensina 2 che è un forte vasocostrittore e va a stimolare la corteccia surrenale per il rilascio dell’aldosterone che attiva una variazione sodio/potassio a livello renale con riassorbimento renale di acqua e rilascio di potassio in ambiente extracellulare, e quindi una percezione di malessere generale.
Significa che dal sistema nervoso centrale vengono rilasciati ormoni e neurotrasmettitori che vanno ad influenzare il sistema immunitario, il quale a sua volta rilascia mediatori dell’infiammazione che si ripercuotono negativamente sul sistema nervoso centrale, in un loop continuo.
Questo porta ad un’assenza del ritmo dell’asse circadiano HPA (ipotalamo/ipofisi/surrene) con catabolismo sistemico, cioè perdita di massa muscolare e scheletrica, o autocannibalismo.
Lo stress cronico influenza il sistema immunitario perché:
diminuisce la produzione delle cellule del Sistema Immunitario
si atrofizza il timo con una minore produzione dei linfociti T che sono necessari per l’immunità
aumenta il rilascio di citochine pro-infiammatorie e mediatori dell’infiammazione
Durante la notte il sistema parasimpatico recupera la composizione corporea, a patto che la persona riesca a dormire un sonno profondo e un numero adeguato di ore.
In presenza di carichi glicemici serali questo non avverrà. Cioè se a cena mangiamo pizza, pane, pasta, frutta, dolci e alcol il parasimpatico non potrà generare sostanze di pulizia del sangue durante la notte.
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