Osso e ritmi circadiani

Per mantenere le ossa in buona salute ci sono alcuni accorgimenti basilari che non si possono bypassare durante tutta la vita:

  • Da bambini praticare uno sport (meglio se di squadra) è indispensabile per avere da grandi buona salute, postura corretta, ossa, cartilagini e legamenti che siano in grado di sostenere le fatiche della giornata scolastica e garantiscano un buon sonno di recupero notturno.
  • Da adolescenti e giovani trovare il modo per non abbandonare quanto conquistato, con una pratica quotidiana di mezz’oretta se non ci fosse altro tempo, ed eventualmente un tempo più lungo una o due volte per settimana, magari rinunciando a usarlo per navigare sul cellulare o sui social.
  • Da adulti, in tempo lavorativo, è indispensabile fare delle piccole soste per allungare un poco la colonna vertebrale, magari scegliendo di stare qualche minuto all’aperto e gioire della luce del giorno. Ricordiamo che le luci al neon e le luci a led sono dei soppressori di diverse frequenze di luce necessarie al nostro organismo e i vetri delle auto e delle finestre non fanno entrare i raggi del sole deputati alla sintesi della vitamina D, base indispensabile per la salute delle ossa e non solo. Per chi ha un lavoro sedentario, purtroppo l’attività fisica solo domenicale con lunghe fatiche non è indicata per mantenere la salute delle cartilagini e del sistema nervoso. Pertanto una piccola pratica quotidiana è da preferire o almeno da inserire nei propri compiti per poter gioire della soddisfazione del movimento senza rischiare.
  • Negli anziani ci vuole proprio una volontà quotidiana di muoversi all’aperto e di camminare almeno un’ora per mantenere le funzioni degli sfinteri (vescica soprattutto, sia nel maschio sia nella femmina) e la salute delle ossa lunghe (femore).

Il fatto di stare in posizione eretta e di camminare a piedi modifica l’apporto di nutrienti nel corpo e fa sì che le ossa si irrobustiscano, grazie al movimento contro gravità, che non si ottiene invece in bicicletta o nuotando. Le due discipline infatti funzionano benissimo per le articolazioni, ma non per le ossa.

Ora parliamo di ore e di qualità del sonno. In ogni età è basilare che il sonno sia buon ristoratore, cioè che la persona abbia dormito le sue ore necessarie (che possono variare da uno all’altra, e anche dall’età). Per questo sarà necessario comprendere il proprio ritmo circadiano e coricarsi nell’orario in cui si sente il calo delle energie, possibilmente ogni sera con regolarità, ed alzarsi al mattino all’ora del risveglio naturale.

Alterazioni nel tempo e nella durata del sonno notturno possono alla lunga portare a vere e proprie malattie: metaboliche, vascolari, endocrine e neurologiche, nonché ad un aumentato rischio di fratture ossee.

Purtroppo lo sbilanciamento dei ritmi circadiani non si limita all’orologio centrale nel nostro cervello, ma sfasa tutti gli altri con una cascata di eventi che ci portano ad essere stanchi, svogliati, alimentarci male e usare sostegni (caffeina, zuccheri, dolci) per tirare avanti la giornata, visto il venire meno degli ormoni e dei neurotrasmettitori necessari al corpo.

Alla sera è bene fare un’attività rilassante (es. bagno caldo, esercizi lenti di stretching), evitare di guardare alla TV film che alzano l’adrenalina e il cortisolo e dibattiti di vario genere, leggere o scrivere su computer, tablet, cellulari, e buio totale nella stanza da letto.

Va da sé che tutti i dispositivi con wi-fi e campi elettromagnetici vanno spenti di notte, e soprattutto devono stare lontani dalla camera da letto. Anche le prese di corrente andrebbero staccate soprattutto se hanno un indicatore che rimane acceso.

Se volete stare bene…

Giuliana Cossettini, PhD., ricercatrice indipendente

Foto di Adrià Crehuet Cano su Unsplash

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