Inquinamento luminoso

INQUINAMENTO LUMINOSO E SISTEMA IMMUNITARIO

L’illuminazione artificiale ha influssi negativi su una pluralità di ambiti. Studi ormai ventennali hanno chiarito che un eccesso di luminosità notturna ha effetti sulla flora, sulla fauna, e sull’uomo, ed inoltre costituisce un’inutile e sostanziosa forma di spreco di energia elettrica. (fonte ARPA FVG)
Missing the Dark: Health effects of Light Pollution – Ron Chepesiuk
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2627884/
Nel link l’articolo pubblicato su PubMed riguardo l’incidenza dell’illuminazione notturna sui tumori e in generale sulla salute dell’uomo e delle altre specie viventi sulla Terra.
Tutti siamo influenzati dal ritmo luce-buio. L’assenza di notti buie e la presenza di un’eccessiva illuminazione artificiale notturna possono sconvolgere in modo violento il ritmo circadiano del corpo umano, in quanto vi è una maggiore quantità di fotoni che colpiscono la retina dell’occhio e che causano depressione e stress psico-fisico. Il fenomeno è conosciuto da oltre vent’anni e tuttavia ancora troppo sottovalutato.
Tra i danni dovuti a troppa illuminazione notturna si possono elencare:
– difficoltà o perdita di orientamento in diverse specie animali (uccelli migratori, tartarughe marine, falene notturne, chirotteri),
– alterazione del fotoperiodo in alcune piante,
– alterazione dei ritmi circadiani nelle piante, negli animali e nell’uomo (ad esempio la produzione della melatonina viene bloccata già con bassissimi livelli di luce).

Nel 2007 Hotz e Bontadina, due ricercatori, hanno dimostrato il disorientamento di molti uccelli migratori con episodi di morte di enormi quantità di uccelli in diversi Stati Europei.
E. Blaire Whiterington ha studiato gli effetti dell’inquinamento luminoso sul comportamento delle tartarughe Caretta Caretta. Quando si schiudono le uova, le tartarughe appena nate devono raggiungere il mare nel minor tempo possibile, ma in presenza di fonti luminose provenienti dagli alberghi o dalle strade vi si dirigono, morendo di sfinimento.
Le luci notturne rovinano anche il bioritmo delle piante, che non riescono più ad essere efficienti nella loro produzione dell’ossigeno che noi respiriamo, non riescono ad avere i giusti cicli di fogliazione, di crescita e di costituzione di organi di riserva, inoltre vengono alterate diverse funzioni dei batteri e degli insetti che vivono in simbiosi con la pianta.
Quindi l’inquinamento luminoso è un problema per l’intera biodiversità.

Questa la situazione dell’inquinamento luminoso tra i Paesi del G20, il peggiore è l’Italia, seguita dalla Corea del Sud. Siamo il Paese europeo che più spende per l’illuminazione pubblica. Pare che i Comuni italiani spendano ogni anno 1.800.000.000 euro di elettricità. di cui due terzi di illuminbazione pubblica, il doppio dei tedeschi e degli inglesi.

Oggi il territorio nazionale, come possiamo vedere dallo schema qui sopra risulta avere un misero 10% di aree buie dalle quali è possibile osservare il cielo notturno, mentre il restante 90% è avvolto da una nebbia luminosa che ci isola dall’ambiente esteso del nostro sistema solare e soprattutto della Via Lattea, la nostra galassia. Oltre a questo, c’è una eccessiva stimolazione del cono visivo (da 688 a 3000 ucd/mq) che è un campo di disturbo enorme per il nostro sistema immunitario.

Ma come si diffonde l’inquinamento luminoso?
L’atmosfera è composta da particelle gassose, aerosoli e liquide, di cui una parte sono originate dai venti che soffiano sui deserti o sugli oceani, dall’eruzione dei vulcani e dalle attività umane.
A causa dell’inquinamento atmosferico, la quantità di aerosoli è aumentata notevolmente, causando anche un’amplificazione dell’inquinamento luminoso. E la presenza di smog peggiora la situazione.

In questo periodo sentiamo molto parlare del 5G, ma stiamo dimenticando l’origine del disagio avvertito dal nostro sistema sensoriale: l’inquinamento elettrico e luminoso onnipresente.
Abbiamo visto come il blocco delle attività umane (grazie al lockdown al quale siamo sottoposti per l’emergenza Sars Cov-2) abbia ripercussioni positive sull’ambiente e sull’atmosfera, sul colore dei cieli e sulla limpidezza delle acque, ed è un grande peccato perderci la meraviglia del cielo stellato in queste notti di primavera solo perché le luci dell’illuminazione stradale, che attualmente non servono proprio a nessuno, sono costantemente accese fino al sorgere del sole.
E non dimentichiamo il danno culturale, dovuto alla sparizione del cielo stellato dai paesi più inquinati, cielo stellato che è stato da sempre fonte di ispirazione per la religione, la filosofia, la scienza e la cultura in genere. (fonte WIKIPEDIA)
Il cielo stellato, oltre ad essere una fonte di contatto profondo con il nostro spirito è una fonte di rigenerazione del nostro corpo ai livelli più sottili, perché riesce a rilassare profondamente il nostro sistema nervoso e riequilibrare le nostre difese naturali.
Nel 2001 è stato scoperto un nuovo fotorecettore che non contribuisce al meccanismo della visione, ma regola il nostro orologio biologico.
La luce artificiale scoordina il nostro orologio biologico centrale, situato nel nucleo soprachiasmatico (SCN) dell’ipotalamo, con conseguenze nefaste sulla rigenerazione del nostro sistema immunitario, che avviene proprio nelle ore notturne, così come il drenaggio delle tossine dal cervello.

Cosa fare?
Oltre a prendere le dovute cautele per l’emissione delle onde elettromagnetiche provenienti dai dispositivi che abbiamo in casa, e che provvederemo a spegnere totalmente ogni sera prima di coricarci con il pulsante ON/OFF, e non lasciare quindi nessun apparecchio in stand-by (con lucina rossa accesa), perciò radio, impianti stereo, tv, computer, macchine per il caffè, server, impianti wifi e cellulari… e se c’è bisogno di una sveglia, la si ponga in un’altra stanza – ad es. bagno -, è necessario anche chiudere bene le imposte per non far filtrare la luce artificiale esterna, e richiedere al proprio comune, magari con una petizione o una raccolta di firme, di ridurre gli orari di illuminazione stradale, o di mantenere le luci soltanto agli incroci stradali, per
– ricontattare le nostre origini, (ricordiamoci che siamo figli delle stelle)
– migliorare la nostra salute, riequilibrando le nostre difese naturali e aumentando la produzione innata della melatonina
– risparmiare dei danari che possono essere riconvertiti in aiuti economici a chi ne ha più bisogno in questo difficile periodo.

Giuliana Cossettini, PhD. Naturopata

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