L’Antiginnastica compie 50 anni

un po’ di filosofia e di storia

Quest’anno l’Antiginnastica festeggia 50 anni… ma di cosa?

Festeggia i 50 anni dalla sua nascita!

È proprio nel 1976 che è stato coniato il termine “Antiginnastica”, apparso per la prima volta nel libro della sua ideatrice, Thérèse Bertherat. E attraverso questa pubblicazione il metodo ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo.

Nel giugno del 1976 è uscito infatti in Francia “Le corps a ses raisons: auto-guérison et antigymnastique”, tradotto poi in Italia nel 1978 da Mondadori con il titolo “Guarire con l’antiginnastica”.

Ed è grazie all’uscita di questo libro che oggi, nel 2026, celebriamo i 50 anni dalla nascita dell’Antiginnastica: un’opera che ha reso noto il metodo a livello internazionale, grazie a una rapidissima diffusione e alle traduzioni in tantissime lingue.

Thérèse Bertherat (1931-2014), fisioterapista francese e ideatrice del metodo, aveva già iniziato a sviluppare il suo approccio nei primi anni ’70. La sua ricerca si basava sul metodo di Lili Ehrenfried, sugli studi della Gestalt di Fritz Perls, sul lavoro di Ida Rolf e Wilhelm Reich, e sui principi della medicina tradizionale cinese. La vera svolta avvenne però nel 1972, grazie all’incontro e alla formazione con Françoise Mézières, che le permise di dare una forma definitiva al suo metodo.

Tuttavia, fu solo con la pubblicazione del libro che questo lavoro ottenne un riconoscimento diffuso. Come racconta oggi sua figlia Marie Bertherat, che ora ne continua l’opera, prima dell’uscita del volume il metodo non aveva ancora un nome.

Quando Thérèse presentò il manoscritto intitolato “Il corpo ha le sue ragioni”, la casa editrice richiese l’aggiunta di un sottotitolo, che diventò “autoguarigione e antiginnastica”.

Come ricorda Marie:

«Il lavoro proposto da mia madre era così diverso, innovativo e per certi versi rivoluzionario che, pur trattandosi di un lavoro corporeo, non avrebbe mai potuto essere chiamato semplicemente “ginnastica”.» (L’altra medicinafebbraio 2019)

È stato proprio in quel momento che è nato ufficialmente il termine Antigymnastique (tradotto in italiano con Antiginnastica), dando il via a una storia che dura ormai da 50 anni.

Quello di “Antiginnastica” potrebbe sembrare un termine ambiguo, che si presta a diverse interpretazioni superficiali: un’attività contro la ginnastica tradizionale, una pratica in cui non si fa esercizio o dove non si fa fatica. Spesso ci si ferma all’apparenza e alle proprie preconoscenze, con l’esigenza immediata di etichettare le cose senza aprire la mente a nuovi punti di vista.

Nel corso del tempo si è pensato più volte di cambiare questo nome, temendo potesse rivelarsi controproducente o allontanare le persone a causa di quel “contro” apparentemente troppo duro. Un timore in parte fondato, dato che la parola è stata spesso travisata. Questo accade perché tendiamo a fermarci in superficie, senza approfondire ciò che si cela più in profondità.

E per Thérèse Bertherat, questo termine custodiva appunto un significato ben più profondo.

Il nome Antiginnastica nacque in realtà per esigenze editoriali. Ritenendo che il titolo “Il corpo ha le sue ragioni” non fosse sufficientemente chiaro per i lettori, la casa editrice chiese un sottotitolo che definisse la rivoluzione contenuta nel libro. Fu così che venne scelto il prefisso anti-, che racchiude in sé un doppio significato:

  • In senso di opposizione – dal greco anti “contro”: Esprimeva, nella visione degli anni ’70, il pieno disaccordo verso una ginnastica basata su allenamenti forzati e sforzi meccanici, privi di un ascolto profondo della persona. Indicava un’alternativa radicale alla disciplina convenzionale.
  • In senso etimologico – dal latino ante, ovvero “prima”: È proprio su questo “prima” che Thérèse ha fondato la sua filosofia. In contrapposizione agli esercizi ripetitivi e “senza anima”, Thérèse sosteneva che, prima di fare qualsiasi movimento, sia necessario avere cura del proprio corpo: ascoltarlo, percepirlo e connettersi con il suo linguaggio, ovvero le sue sensazioni.

Per questo l’Antiginnastica non è una sequenza passiva di esercizi, ma un percorso di movimenti lenti e precisi volti alla presa di coscienza. Significa riconoscere che il corpo possiede un’intelligenza, una memoria e una storia unica — che parte dalla nostra nascita e affonda le radici fino ai nostri antenati — e che non può essere frammentato in singoli segmenti, ma vissuto nella sua complessità.

Fare un lavoro corporeo con l’Antiginnastica significa accogliere la persona nella sua totalità: considerare i suoi pensieri, le sue emozioni e i suoi sentimenti, ed essere consapevoli che mente, corpo e spirito non sono entità separate, ma elementi intimamente e indissolubilmente legati.

Certamente oggi il mondo del movimento è cambiato e fortunatamente esistono diverse discipline che tengono conto dell’unità della persona. Tuttavia, l’Antiginnastica mantiene intatta la sua profonda originalità, il suo senso rivoluzionario e la sua unicità.

  • Originalità: Perché non considera solo i principi fisici che governano l’essere umano, ma riconosce l’intelligenza di cui il corpo è dotato, la sua storia e la sua memoria, sia filogenetica che ontogenetica. Si distingue per un modo del tutto unico di lavorare con il corpo, proponendo movimenti del tutto originali.
  • Rivoluzionaria: Perché il libro ha avuto il merito di far conoscere le scoperte anatomiche di Françoise Mézières, che per prima ha identificato e codificato il concetto di catena muscolare. E si conferma rivoluzionaria ancora oggi, poiché sceglie di partire dalle difficoltà e dalle sofferenze del corpo per trasformarle in reali opportunità di conoscenza e apprendimento.
  • Unicità: Per il suo modo di approcciarsi alla persona e per la sua specifica metodologia di lavoro. A distanza di 50 anni, l’Antiginnastica si rivela straordinariamente attuale: ciò che Thérèse Bertherat sosteneva allora è stato oggi ampiamente confermato dalle neuroscienze, dimostrando che corpo e mente costituiscono un’unica entità. Qualsiasi lavoro psicofisico, per essere davvero efficace, non può prescindere dal considerare il corpo nella sua complessa e profonda unità.

L’ASPETTO PROFONDO DELL’ANTIGINNASTICA

L’Antiginnastica è un lavoro che si svolge in piccoli gruppi ma che, allo stesso tempo, rappresenta un percorso intimo e personale attraverso il corpo. L’esperto certificato accompagna ciascun partecipante alla riscoperta di sé proponendo movimenti piccoli, lenti, precisi e profondi, capaci di risvegliare la memoria fisica ed emotiva racchiusa nei tessuti.

Si scopre così che i muscoli, segnati da tensioni, contratture e rigidità frutto della storia personale di ciascuno, hanno solo bisogno di mollare la presa. E possono farlo! Se si offre loro questa opportunità, tornano ad attivarsi grazie alla memoria che conservano — una memoria che non è solo biologica, ma anche strutturale.

Come scriveva Thérèse Bertherat:

«Incapaci di contrarsi, incapaci di rilassarsi, i muscoli possono sembrare morti e tuttavia non lo sono. Se offri loro la minima possibilità, la colgono al volo. Sono capaci di mettersi a fremere, muoversi nuovamente e rivivere. Hanno questo dono per tutta la vita.» (da La tigre in corpo, pp. 29-30)

Ecco perché è fondamentale mettersi in ascolto del proprio corpo e osservarlo con uno sguardo nuovo, libero dai pregiudizi che spesso ci condizionano. Un muscolo, infatti, non si attiva mai da solo: ha bisogno di un impulso, di un segnale, di una connessione. In questo senso, il movimento è profondamente relazionale. Risvegliare un muscolo significa ricreare una relazione all’interno del corpo, riattivare un dialogo dimenticato che torna a vivere. Anche dopo lunghi silenzi, il movimento può riemergere: non identico a prima, magari più lento, ma straordinariamente possibile.

I movimenti dell’Antiginnastica vanno a ricucire queste relazioni tra le diverse componenti del corpo e non tra parti isolate, rivelando legami insospettabili e preziosi che sono il frutto della naturale organizzazione del nostro sistema in catene muscolari.

Attraverso un approccio gentile e nel rispetto della fisiologia, l’Antiginnastica offre a ognuno la possibilità di ritrovarsi. Seduta dopo seduta, con una cura e un ascolto rinnovati, si viene a delineare una nuova mappatura corporea. Un processo che guida la persona verso una vera autonomia: un’indipendenza e una padronanza di sé che si possono conquistare solo diventando pienamente consapevoli della propria organizzazione motoria e del proprio sentire.

Ed è proprio questa costante ricerca di consapevolezza — l’abitare il corpo, lo stare nel corpo e, finalmente, il lasciare parlare il corpo — che da 50 anni continua a rendere l’Antiginnastica uno straordinario cammino verso una propria autonomia corporea e il benessere psicofisico.

Nicoletta Martinelli – insegnante Antiginnastica

cell 328 371 7617

mail sattelocin@libero.it

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