Eh sì, le parole hanno un peso e il corpo lo sa bene! Le custodisce preziosamente per te.
Il corpo ascolta le parole: quelle che dici, quelle che taci, quelle che ricevi e quelle che pensi. Le elabora e, che siano reali o immaginarie, le fa sue per utilizzarle nel modo più funzionale al tuo equilibrio interiore.
Le parole sono importanti: sono il frutto dei tuoi pensieri, del tuo sentire, delle tue emozioni e delle tue relazioni. Ogni volta che nasce una parola, si creano innumerevoli intrecci neuronali di cui non siamo consapevoli, ma dei quali siamo responsabili. Spesso sentiamo la necessità di usarle per definire ciò che viviamo, mettendole nero su bianco o affidandole all’aria.
Ma prima di formulare le parole, noi ci avvaliamo dei nostri pensieri. Cosa sono, dunque, i pensieri?
“Il pensiero è l’attività della mente, un processo che si esplica nella formazione delle idee, dei concetti, della coscienza, dell’immaginazione, dei desideri, della critica e del giudizio. Può essere sia conscio che inconscio. Deriva dal latino ‘pensum’ (da pendere: “pesare”) e indicava il quantitativo di lana pesata per essere affidata alle filatrici. Il “pensum” era dunque la materia prima, grezza, che doveva essere elaborata per assumere una nuova forma.” (Wikipedia)
I nostri pensieri prendono forma attraverso la parola e il corpo non può fare a meno di ascoltarli, di integrarli e anche di memorizzarli. Mente e corpo si ritrovano inseparabili. Di fatti, la mente non risiede semplicemente nella testa: usa il cervello come centro di elaborazione in un sistema più ampio che comprende tutto il corpo e l’ambiente. Attraverso il sistema nervoso, le funzioni cerebrali danno forma a ciò che siamo: al nostro comportamento, alle emozioni e alle percezioni del mondo.
Mente e corpo sono come due amanti in una danza eterna, inseparabili e influenzati l’uno dall’altro. Un continuo intreccio di connessioni invisibili, silenziose e perfette di cui dovremmo solo essere grati. Tutto fluisce in questo sistema con una precisione sorprendente, dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto.
Tuttavia, proprio perché il corpo è un custode, accoglie indistintamente le nostre gioie e le nostre sofferenze. Spesso gli vengono associate delle metafore, come quella l’Atlante, la prima vertebra cervicale che, come il titano della mitologia greca, sostiene il peso del nostro mondo interiore (la testa). Quando questo peso diventa eccessivo, alimentato da pensieri rimuginati o quando ciò che pensiamo entra in contraddizione con ciò che sentiamo, la mente può non essere più in grado di elaborare il conflitto a livello conscio. È allora che subentra il corpo: ciò che è rimasto sospeso nella mente viene registrato nel profondo e si manifesta sotto forma di tensioni muscolari, rigidità o altri disagi fisici. In quest’ottica, il dolore o il fastidio si rivelano come un messaggio fondamentale di un conflitto che chiede di essere ascoltato e gestito.
Per custodire tutta questa coordinazione silenziosa della vita, è dunque importante avere cura dei nostri pensieri, in quanto il corpo è il riflesso di ciò che sentiamo e pensiamo, un intreccio strettamente connesso con il nostro intero stato d’essere.
Ma come possiamo intervenire su questi processi? È possibile ritrovare il benessere psico-fisico attraverso un lavoro sul corpo e un ascolto consapevole di sé?
Di questo e molto altro parleremo alla conferenza del 13 maggio 2026 alle ore 20.30.
“I CONFLITTI DEL CORPO SONO I CONFLITTI DELLA MENTE?”
L’incontro sarà l’occasione per presentare un corso gratuito, proposto nell’ambito di un progetto di tirocinio, in cui si integreranno movimenti per il corpo a momenti di ascolto e counseling. Vi aspettiamo per esplorare insieme come prenderci cura della nostra unità corpo-mente, trasformando i conflitti in opportunità di equilibrio e salute.
Nicoletta Martinelli
Cell. 328 3717617 email: sattelocin@libero.it
