Conosciamo i nostri bambini con lo shiatsu

Conosciamo i nostri bambini con lo shiatsu

Essere genitori è un processo da imparare, istante dopo istante, mentre il proprio figlio nasce e cresce. La mamma e il papà iniziano a prendersi cura del figlio rispondendo alle richieste del piccolo, che cambiano e sono diverse in ogni fase dello sviluppo. Si chiama genitorialità: prendersi cura dei figli e rispondere in modo, per quanto possibile, adeguato alle richieste.
I bisogni e il loro soddisfacimento, possiamo dire, sono il perno su cui si crea e muove la relazione genitori/figli.
Per il genitore è un nuovo ruolo all’interno della coppia/famiglia e verso se stesso, una possibilità di ricontattare se stesso e i propri aspetti relazionali, cognitivi e affettivi. E’ necessario creare un nuovo spazio dentro di sé per accogliere il nuovo venuto ed aiutarlo/sostenerlo/portarlo alla vita.
All’inizio, la fase accudivita dell’adulto verso il piccolo è pressoché totale, c’è una completa dedizione del neonato che ha necessità di essere nutrito, di aria di cibo – e non solo -, accompagnato ogni istante nelle sue funzioni vitali. Poi, piano piano, crescendo, aumenta la scoperta di sé e del mondo. E il genitore è lì, attento osservatore pronto a dare: nutrimento, presenza, affetto.
Un’attività complessa quella del genitore che può non sapere come comportarsi con il proprio figlio mentre la sua vita prosegue. Che fare?
Una proposta è trovare uno strumento che metta in relazione fisica ed empatica il genitore ed il bambino.
Provare a condividere dei momenti ascoltandosi e conoscendosi, non passando solo attraverso il conosciuto, e sopravvalutato, mondo verbale.
Una proposta è lo shiatsu: perché lo shiatsu fra genitori e figli?
Con lo shiatsu parliamo di “tocco”: il tocco consapevole di una persona verso un’altra.
Quale migliore modalità per entrare in contatto con il proprio figlio?
Questo è quello che vi propongo: lo shiatsu con i propri figli.
Siamo tutti in relazione l’uno con l’altro, l’ambiente in cui viviamo è relazione (scuola, lavoro, impegni, vita quotidiana, hobby, sport, divertimento…) ed entrare in relazione con il tocco è una modalità più intima e profonda, umana, che mette in unione noi esseri con gentilezza, rispetto e ascolto.
Noi tutti esprimiamo la relazione tramite il contatto: in base a come portiamo il contatto esprimiamo noi stessi all’altro.
Con questo gesto possiamo trovare e portare apertura, disponibilità, calma, rassicurazione ed un effetto rilassante oppure – se non siamo in uno stato di benessere, non stiamo bene con noi stessi – disagio, fretta, irrequietezza etc.
La tecnica shiatsu diventa quindi un modo di prendersi cura dei figli e di rispondere ai loro bisogni.
Imparando a toccarli con la modalità shiatsu, un tocco presente, modulato con il respiro e con una tecnica in ascolto della pressione e delle reazioni di quel momento.
Come arriviamo ad avere un tocco shiatsu, armonico presente e consapevole?
Partendo dal genitore. Tramite esercizi di respirazione e di conoscenza corporea il genitore inizia a comprendere la tecnica shiatsu, il tocco shiatsu.
Comincia a scoprire la piacevolezza del respiro vissuto con consapevolezza, quanto sia gentile ed efficace una pressione shiatsu portata con tutte le caratteristiche che la identificano. Inizia a ritornare ad attimi di calma e tranquillità, riscoprendo il proprio centro, a volte smarrito nella frenesia della vita quotidiana.
Possiamo riassumere con queste parole lo scopo primario dello shiatsu:
– Ritrovare il proprio equilibrio;
– Ritrovare la propria centratura;
– Avere una maggiore consapevolezza di sé
per gestire, con il massimo amore, un contatto consapevole e mirato verso il proprio figlio.

Risulta, quindi, lo shiatsu un efficace modo relazionale per avere un nuovo approccio corporale/emozionale genitore-figlio.
Se pensiamo, una mamma che abbraccia il suo bambino, è un istinto naturale e innato.
Partendo da questo primario gesto, aiutiamo i genitori ad essere consapevoli di ciò, proponendo un nuovo strumento, lo shiatsu, per migliorare la relazione con il proprio figlio.
Fin dai primissimi mesi di età, iniziare a trattare il piccolo con semplici delicate pressioni e manovre, aiuta il piccolo a rilassarsi, a sentire la piacevolezza del tocco del genitore, ad aumentare le percezioni sensoriali abbandonandosi alle mani amorevoli, istruite e rassicuranti del genitore. Scopre il proprio corpo e le proprie reazioni al contatto fisico, iniziando a definire il proprio sé, i propri confini.
Inoltre, parlando di Salutogenesi, molti studi e ricerche riportano l’aumento delle difese immunitarie, la diminuzione della percezione del dolore tramite i trattamenti corporei. Il genitore, dalla sua, scopre la qualità del tempo, oltre a un profondo e nutriente contatto con il proprio figlio.

Arianna Cioverchia, operatrice ed insegnante Shiatsu – IRTE

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