Adolescenza.. c’è da preoccuparsi o no?

L’adolescenza: cosa è tipico e cosa invece è causa di preoccupazione

L’adolescenza è un periodo complesso per tutti, in primis per chi la vive ma anche per i genitori che spesso si sentono impreparati ad affrontare tutti i cambiamenti che possono manifestarsi nei loro figli e nel clima familiare.

Ci sono degli aspetti che, anche se possono legittimamente preoccupare, sono da considerare tipici e quasi fisiologici, mentre altri possono essere dei segnali di una sofferenza più profonda che non merita di essere minimizzata o trascurata.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza iniziando da tre grandi aree: l’umore, i conflitti, la scuola.

Umore mutevole versus disregolazione dell’umore

Avere un umore più mutevole “di prima”, con momenti di tristezza, apatia e rabbia che si alternano a momenti di serenità e allegria è da considerarsi normale. In generale gli adolescenti sperimentano emozioni più intense, più durature e più difficili da regolare (il cervello adolescente è diverso da quello degli adulti!) anche perché i bisogni che vi stanno alla base stanno cambiando velocemente e può essere complicato stare al passo, modificando modalità di regolazione emotiva che fino ad adesso avevano funzionato e che improvvisamente non vanno più bene. Ad esempio, un bambino di otto anni che si sente triste può aver imparato, se tutto va bene, che se chiede un abbraccio ad un genitore si sentirà meglio. Ma a quindici, sedici anni quella tristezza puo’ aver bisogno di essere regolata da altre azioni: cercare il supporto degli amici, confrontarsi con il personaggio di un film o con le parole di una canzone che “ci somigli” e ci faccia sentire più capiti e meno “strani”, andare a sbollire in una palestra ofare una camminata in solitudine…

…Tutte strategie che vanno imparate e che suonano piuttosto nuove per tutti, genitori compresi.

Può darsi quindi che ci si possa trovare, adulti e adolescenti, un po’ confusi da queste nuove esigenze, che richiedono un cambiamento da parte di tutti. Da ricordare: l’adolescente ha ancora bisogno di essere aiutato a regolarsi emotivamente! Solo che in modo diverso da quando aveva due, cinque, nove anni.

Se però l’umore è persistentemente basso o disforico, cioè irritabile, ovvero assistiamo a tristezza persistente, apatia granitica o frequenti scoppi di collera discontrollati (es, oggetti che vengono rotti, urla, comportamenti pericolosi per sé o altri) allora bisogna fermarsi e cercare di capire meglio cosa sta succedendo (partendo da chiedere apertamente e con calma: “Come stai?” (senza arrendersi al primo no, ma nemmeno insistendo dieci volte nella stessa giornata).

Nota bene: ogni tanto diamo un’occhiatina anche al NOSTRO umore, perché quei segnali non vanno bene nemmeno in un adulto. D’altronde se NOI non ci prendiamo cura di noi stessi, come possiamo pensare che lo facciano LORO?

Conflittualità versus rabbia discontrollata

E’ tipico che emerga una maggiore conflittualità tra genitori e figli, con discussioni anche accese relative alle regole, alle ideologie, alla politica, a chi deve sparecchiare, alla gonna troppo corta…Ricordiamoci che l’adolescente sta cercando di costruire la propria identità e questo passa anche attraverso la messa in discussione dell’autorità (cioè: noi!) Se però dalle discussioni si passa ad aggressioni fisiche o verbali violente e ripetute, comportamenti apertamente irrispettosi verso professori o fughe da casa allora è bene cogliere il segnale di sofferenza e alla svelta. Importante: domandarsi sempre: Come mi comporto IO con lui/lei? Sono mica io (anche?) per caso che perdo il controllo? Ricordiamoci che la responsabilità di un adulto è sempre più grande e che abbiano il diritto e dovere di chiedere aiuto anche noi se qualcosa non va.

Qualche difficoltà a scuola versus …rifiuto scolastico, bocciature disastrose, ansia eccessiva

E’ tipico che ci possa essere un po’ di difficoltà nel passaggio dalle medie alle superiori, o che ci possa essere qualche materia che proprio non va giù. Cerchiamo di capire qual è il problema, evitando di dispensare critiche e giudizi a priori e cercando di capire che si può fare per aiutare l’adolescente a superare le difficoltà. Ricordiamoci che a nessun adolescente fa piacere andare male a scuola.

Anche se dice che non gli importa. E se davvero (ormai!) non gli importa più…beh, abbiamo un problema!

Andar male a scuola non è mai un caso, anche se le cause possono essere le più disparate: la scuola non è quella giusta, c’è bisogno di po’ di ripetizioni, il metodo di studio non è corretto…Proviamo innanzitutto a capire senza incolpare e senza partire lancia in resta convinti di aver subito qualche torto. Parliamo con il ragazzo e magari anche con i professori, con atteggiamento esplorativo.  Se ci accorgiamo però che l’adolescente ha spesso ansia nell’andare a scuola, fa assenze ripetute, ha attacchi di panico o crisi di disperazione se non ottiene un voto alto, oppure ha totalmente “mollato, tanto mi bocciano”… cerchiamo di offrire aiuto. Consideriamo anche la possibilità che ci possa essere un problema con i compagni di classe: isolamento e bullismo non sono “ragazzate” ma esperienze che feriscono profondamente una persona e che lasciano brutte cicatrici che continuano a fare male per anni. 

PS. E’ utile anche chiedersi: come reagiamo NOI ai brutti voti di nostro figlio?

Insomma, la buona norma è OSSERVARE, un passo indietro ma non troppo. E se c’è qualcosa che non ci torna, provare a parlarne con il nostro adolescente evitando sia atteggiamenti troppo inquisitori, critici o pressanti sia il “tanto passerà, tanto non mi ascolta”. E se siamo in difficoltà, diamo il buon esempio, facciamo gli adulti e chiediamo aiuto.

Fonte: Manuale DBT per adolescenti, Jill H. Rathus e Alec L. MIller, Raffaello Cortina Ed.

a cura della Dr.ssa Giulia Anna Aldi, Psicologa

Foto di malte su Unsplash

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