Leggere il cervello

Ci sono sistemi non invasi per leggere il cervello?

Certo che sì, e noi nel nostro centro li abbiamo. Uno si chiama HEG, e con un semplice sensore sulla fronte è in grado di leggere l’ipofrontalità, cioè quella condizione che ci vede più animali che esseri umani.

Purtroppo è una condizione molto comune e si nota in tutte le situazioni dove uno diventa aggressivo, urla, (i talk show televisivi sono di questo tipo) oppure è talmente depresso che non riesce a trovare i modi per reagire alle situazioni stressogene.

La lettura puntuale di soli 5 minuti con l’HEG permette di osservare:

  • Il CBF cerebral blood flow, cioè la quantità del sangue che irrora il cervello, specialmente nella corteccia prefrontale (PFC)

e

  • i livelli di utilizzo del glucosio (rCBO2) e, nel tempo di 5 minuti, di glucosio e ossigeno che sostengono l’energia

Quando i livelli sono più bassi dello standard delle persone sane, indicano neuroinfiammazione dovuta ad un problema metabolico da pH acido, come mostrerà la matrice extracellulare alta (vedi TOMEEX che abbiamo nel nostro centro), con acidosi tissutale extracellulare e respiratoria che portano ad osteopenia e osteoporosi, oppure si riscontrano anche in chi è ansioso, depresso e sedentario.

  • Il CBF cala ogni volta che abbiamo un problema di qualunque tipo che si vive come trauma fisico o stressorio, perché è un sistema automatico di difesa del corpo.
  • Le sindromi depressive mostrano un’ipofrontalità fissa.
  • L’ansia è una delle cose più semplici da risolvere, anche in una settimana o un mese se non si assumono farmaci da troppo tempo.
  • Gli obesi con rCBO2 e CBF bassi hanno disturbo da alimentazione incontrollata, dipendenza da cibo, un disturbo comportamentale alimentare, resistenza insulinica per disconnessione tra la richiesta di glucosio e la capacità di usarlo per il cervello, spegnendo la corteccia cerebrale, il sistema sensoriale e neuromotorio.
  • Anche il dolore mostra bassi livelli dei due flussi.
  • Negli adolescenti e bambini se il CBF e rCBO2 sono bassi, diventano precursori di problemi in età giovanile di ansia e depressione, perciò essendo un sistema non invasivo possiamo evitare future disfunzioni mentali, soprattutto oggi che pochi fanno sport, non hanno hobby impegnativi con un obiettivo, e sono inseriti in questa società con troppi stimoli tecnologici, il che non aiuta a crescere in modo naturale.

Se non alleniamo la corteccia prefrontale e rimaniamo per 5 anni in stress cronico, l’eccesso di glucocorticoidi o di farmaci cortisonici, la fa diventare atrofica e il pensiero si riduce al solo il circuito limbico. Perciò perdendo tutte le funzioni umane, come abbiamo già elencato in precedenti articoli, ci trasformiamo in animali, dove il sopravvento del sistema limbico è guidato dall’emotività piuttosto delle emozioni.

Le emozioni sono naturali e servono alla vita, mentre l’emotività è la traduzione errata dell’emozione da parte del sistema limbico, che non è in grado di modulare le risposte in modo sano per il proprio sistema nervoso in primis, e per gli interlocutori con cui si viene a contatto.

La fortuna è che si può recuperare tutto: per esempio giocare a scacchi alzando progressivamente il livello, fare sudoku con difficoltà crescente, e inserire tutto quello che è impegnativo dal punto di vista strategico.

A volte per migliorare i propri sintomi si pensa dovere in primis intervenire sull’alimentazione, oppure che ci siano delle intolleranze alimentari. Ma ci sono dei punti fondamentali e più semplici prima di fare questo passo: idratarsi, fare le giuste respirazioni e i neurofeedback per attivare la corteccia, inserire a colazione una quantità importante di cibi per avere l’energia per tutta la giornata, e dormire almeno 4-5 ore continue di sonno per la pulizia delle scorie del cervello durante la notte.

Chi dovrebbe obbligatoriamente verificare i propri parametri della corteccia prefrontale sono tutti coloro che hanno delle responsabilità importanti non solo per sé stessi, ma soprattutto per gli altri:

  • Medici
  • Chirurghi
  • Autisti di mezzi pesanti e di autobus, scuolabus
  • Piloti
  • Dirigenti d’azienda
  • Forze dell’Ordine
  • Capisquadra dei cantieri
  • Insegnanti
  • ma anche:
  • Studenti che devono affrontare esami importanti
  • Tutte le persone, a qualsiasi età che desiderano migliorare le proprie performances cognitive, ecc.

Migliorare le proprie prestazioni mentali significa avere una migliore salute e saper rispondere in maniera equilibrata agli stress continui della vita moderna.

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