È palese che meno si legge, più si faranno errori grammaticali.
Da quando esistono i social – e molta gente, purtroppo anche colta, scrive postando una serie di errori che le vecchie maestre delle elementari descriverebbero come “orrori” di grammatica – è diventato impossibile navigare all’interno di queste piattaforme.
I bambini e i ragazzini in età scolare spesso non sanno dove va messo l’accento, quali sono le parole che devono essere apostrofate, come si va a capo con un dittongo, quali sono i tempi dei verbi, addirittura non sanno scrivere le doppie, e non sanno se scrivere con o senza “h” il verbo avere.
Il fatto di dare loro il cellulare fin da piccoli, a parte esporli a una serie di problematiche a livello di vista e di elaborazione delle funzioni cognitive del cervello – che li metteranno nella condizione da adulti di essere costantemente allertati e stressati, dato il coinvolgimento della funzione della dopamina (il neurotrasmettitore legato all’anticipazione della ricompensa: cercatevi gli studi) – è una delle azioni più marcatamente ignoranti da parte dei genitori. Ignorante, per chi non lo sapesse, è colui che ignora perché non sa. Per sapere è necessario cercare, ogni cercatore trova! E non basta leggere un’informazione, è necessario poterla confrontare con altre, anche contrarie. Meglio ancora se si cercano su siti di scienza internazionali.
Quando questi bambini inizieranno a leggere i post sui social, e vedranno frasi contenenti madornali errori grammaticali, non li sapranno riconoscere, così perpetueranno l’ignoranza e, condividendo i post, come già avviene, la espanderanno sempre più.
Ne deriva che il quoziente intellettivo sarà molto più basso rispetto al passato, e questi bambini che non sapranno più godersi le gioie del non fare, usare la serotonina anziché la dopamina, arrivare ad annoiarsi perché è dalla noia che nasce la creatività, saranno presto etichettati come portatori di sindromi tipo ADHD, disturbi del sonno, ritardi nel linguaggio, sindrome di Tourette, narcolessia, ASD (cioè disturbi dello spettro autistico come l’Asperger e altri).
I proprietari e fabbricanti di cellulari, tablet e altri dispositivi mobili, stranamente non permettono ai loro figli di avere il cellulare fino all’età di 12 o 14 anni. Vi siete chiesti il perché?
Ci sono bellissimi libri da leggere, illustrati per i più piccini, e vanno somministrati fin dall’età di 6 mesi affinché diventino sempre più intelligenti.
Come si faceva un tempo, i libri si possono scambiare tra le famiglie per diminuire la spesa e condividere le risorse, oltre a formare gruppi di gioco per i piccoli e di mamme collaborative anche per vestiti e scarpe che non si utilizzano più.
È indispensabile per i bambini stare in compagnia di altri bambini, giocare, entrare in competizione, collaborare, scherzare, correre, saltare, arrampicarsi sugli alberi, mangiare vario e completo, mantenere una forma fisica ottimale fin da piccoli per evitare le sindromi metaboliche da adulti. Non somministrare troppi dolci, farinacei e succhi di frutta sarebbe già un buon inizio, fornire cibi contenenti tutti gli aminoacidi essenziali per la crescita e il buon funzionamento delle cellule e del cervello è una conseguenza naturale, perché ve li chiederanno. Farli dormire per almeno 8 ore in un ambiente senza luci e microonde da cellulari li renderà più sereni ed intelligenti.
Un augurio per il 2026: consapevolezza e rispetto che siano un progetto ed un traguardo per tutto l’anno!
