Le centraline di energia

L’energia per tutti i processi corporei è data da molecole di ATP, formate da una molecola di adenosina trifosfato, il prodotto di cellule viventi, composta da ribosio (uno zucchero pentoso), adenina (una delle due basi azotate puriniche che formano il DNA e RNA) e tre gruppi fosfato (composti da fosforo)

Serve per formare proteine, acidi nucleici e glucidi, assicurare il trasporto delle sostanze attraverso le membrane cellulari, i movimenti di tutto il corpo, da quelli impercettibili fino ai muscoli, il mantenimento della temperatura corporea, il funzionamento delle ghiandole e di tutti i neuroni (sistema endocrino e nervoso) con una produzione ed un riciclo continuo di energia.

Attraverso il ciclo di Krebs si ha un processo metabolico, cioè la respirazione, che avviene in tutti gli organismi che utilizzano l’ossigeno per la formazione dell’ATP in una sede speciale, i MITOCONDRI.

Parrebbe che i mitocondri non siano umani, ma si siano batteri indipendenti (alfa-proteobatteri) che sono stati inglobati nelle cellule eucariote antiche, sviluppando una simbiosi con esse, vivendo all’interno della cellula però contribuendo alla produzione di energia, quindi offrendo un vantaggio energetico in cambio di protezione.

Sempre più studi approfondiscono il ruolo dei mitocondri e la loro attività. Loro trasformano il cibo, soprattutto glucosio e grassi, in molecole di ATP.

Uno studio recente mostra un modello computerizzato delle creste mitocondriali, dette CRISTAE, che ha segnato un enorme passo avanti nella comprensione atomica della struttura mitocondriale.

Questo lavoro rivela non solo la geometria precisa delle pieghe della membrana interna dei mitocondri, ma anche come la curvatura influenzi dinamicamente i campi elettrici ed il flusso protonico. in questo nuovo modello le creste non sono mere amplificatrici di superficie per la catena respiratoria, ma veri e propri “tubi di caduta” per i protoni, dove una curvatura accentuata genera una pressione di ioni di idrogeno elevata, concentrando la carica elettrica in modo da facilitare salti quantistici più ampi verso la sintesi dell’ATP.

Il tutto senza che si crei o trasformi energia, ma semplicemente sfruttando la separazione di cariche preesistenti attraverso l’angolo geometrico che permette loro di “cadere” con efficienza. Questo riecheggia con il concetto fisico di potenziale gravitazionale, trasposto qui in un contesto elettrochimico.

E’ dunque la pendenza della cresta a determinare l’entità del gradiente protonico e le simulazioni dello studio mostrano picchi fino a tre volte superiori rispetto ai modelli planari, grazie ad un effetto di imbuto che intrappola i protoni.

Quando la piega si appiattisce, di solito sotto stress o per malattia, il gradiente collassa, il campo si indebolisce e i salti protonici si riducono mantenendo l’ATP in produzione, ma senza efficienza nel flusso.

Quindi la fatica non è solo mancanza di energia, ma soprattutto di perdita della ripidità geometrica. Le implicazioni pratiche di questa scoperta si vedranno in futuro, con l’approfondimento della ricerca, e saranno in grado di valutare le sindromi da infiammazione cronica, stanchezza e fatica cronica, fibromialgia, stress ossidativo, invecchiamento precoce o altre condizioni in cui i mitocondri non funzionano bene, ma gli attuali esami (ATP totale, VO2max, lattato) sembrano quasi normali.

Quindi non dipende da quanti mitocondri, ma da quanto sono alte le loro pieghe interne. se le creste si appiattiscono, il campo elettrico crolla e la sintesi di ATP va al rallentatore. Per questo molti si sentono distrutti pur avendo esami ematochimici nella norma.

E non è fornendo coenzima Q10 o carnitina che si ottengono risultati, ma agendo su una drastica riduzione dell’infiammazione di basso grado con la scelta di alimenti e utilizzo del digiuno (e anche qui ci sono studi già su modelli animali e piccoli studi su umani), capaci di far ricrescere creste ripide in poche settimane. Coadiuvati dall’esercizio ad altissima intensità intermittente (HIIT di forza o con pesi) che al contrario dell’aerobica di lunga durata, è l’unico stimolo che ne forza la biogenesi.

L’uso alla sera della luce rossa inoltre aumenta la fluidità della membrana interna e la sintesi di cardiolipina in soli 10-14 giorni di trattamento. Una lampada rossa per allevare i pulcini funziona benissimo. Oppure indossare alla sera occhiali con lenti rosse o rimanere davanti al fuoco di un camino, meglio ancora stare al sole più che si può.

La cardiolipina è un fosfolipide esclusivo dei mitocondri e rappresenta il 20% di tutti i lipidi delle loro membrane, che fornisce la curvatura altissima necessaria a formare la ripidità delle creste.

Dove si trova? A parte gli integratori, si può assumere con il cibo e nello specifico, nelle frattaglie: il cuore di manzo, agnello e pollo, il fegato degli stessi animali, ( il tutto appena scottato) e in concentrazioni molto più ridotte nella carne rossa e nel pesce grasso /sardine e sgombro). Non c’è nei cibi vegetali in quanto i cloroplasti (che fanno la fotosintesi clorofilliana, anche loro batteri che forniscono un lavoro di trasformazione della luce in energia, in cambio di protezione nelle cellule vegetali) usano altri lipidi.

I grassi saturi come il burro e l’olio di cocco, hanno il vantaggio di mettere a disposizione dei mitocondri una molecola di FADH2 che genera energia extra, mentre i grassi polinsaturi come l’olio di pesce, di lino, di girasole, che hanno doppi legami di carbonio la beta ossidazione nel primo passaggio non avviene e il metabolismo diventa meno efficiente.

La vita come la viviamo ogni giorno non è vita, è routine, è noia… La Vita vera è la NATURA.

Complimenti a chi è riuscito a leggere questo articolo per intero!

Giuliana Cossettini, Phd., ricercatrice indipendente

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