L’acqua è chiamata “oro blu” perché è una risorsa preziosa e fondamentale per la vita, come l’oro, ma oggi è minacciata sia in termini di quantità che di qualità.
L’acqua è l’essenza della vita, è l’origine di tutte le forme viventi, comprese piante e animali. E’ la sostanza più abbondante sulla terra, infatti circa il 70% del nostro pianeta è coperto d’ acqua e quasi il 70% del corpo umano è costituito da acqua. E’ un bene di prima necessità, nessuno può farne a meno.
Senz’acqua ogni cellula, tessuto e organo del corpo smettono di ricevere ossigeno e sostanze nutritive determinando inevitabili ripercussioni sull’equilibrio interno. L’acqua nell’organismo non è presente in una percentuale fissa, questa varia in base all’età e al sesso, oltre ad altri aspetti costituzionali come il rapporto tra massa muscolare e quella grassa. All’ interno del corpo si distribuisce in percentuali diverse come ad esempio cervello e sangue 85%, muscoli 75% e occhi 95%.
Il mercato dell’acqua è in continua espansione. Nel 2024 a livello mondiale ha creato un giro d’affari di circa 350 miliardi di dollari, in Europa di 67 miliardi di euro e in Italia di 3,6 miliardi di euro.
L’Italia è il primo paese in Europa per il consumo di acqua in bottiglia di plastica e figura tra i primi a livello mondiale con oltre 200 litri pro capite all’anno. Le bottiglie di plastica sono fatte principalmente di polietilene teraftalato (PET) un tipo di resina derivata dal petrolio. Il PET viene scelto per la sua leggerezza, trasparenza e resistenza ma, se sottoposto ad alte temperature e ad esposizione alla luce solare, rilascia microplastiche e nanopalstiche.
Le microplastiche sono frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 5 millimetri altamente inquinanti.
Le nanoplastiche sono frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 1 micrometro.
La differenza principale tra le due non consiste solo nelle misure, ma anche nella possibilità di penetrare nei tessuti biologici. Mentre le microplastiche possono accumularsi in alcune parti del corpo, le nanoplastiche hanno la capacità di attraversare le barriere cellulari, come placenta e cervello, rappresentando una minaccia ancora più profonda per la salute umana e animale.
Una ricerca del 2019 dell’Università australiana di Newcastle, commissionata dal WWF, aveva stimato che ogni persona ingerisce circa 5 grammi di plastica alla settimana, il peso di una carta di credito, attraverso alimenti e bevande contaminanti.
Uno studio pubblicato dalla California’s Department of Resources Recycling and Recovery ha trovato 29 sostanze che dalla bottiglia di plastica possono migrare nell’acqua tra le quali l’Antimonio, il Benzofenone e il Bisfenolo A. Evidenze scientifiche hanno riscontrato che il BIsfenolo A può determinare effetti nocivi a carico del sistema immunitario, può compromettere la fertilità e alterare il sistema ormonale aumentando il rischio di malattie autoimmuni.
L’impatto ambientale delle bottiglie di plastica è grave e include l’inquinamento di aria, suolo e mari, la produzione di emissioni di gas serra e lo spreco di risorse non rinnovabili. Le bottiglie di plastica sono uno dei principali responsabili dell’inquinamento degli oceani; i rifiuti di plastica si scompongono in microplastiche che vengono ingerite dagli organismi marini, con gravi conseguenze per la catena alimentare e la biodiversità. Nel mondo ci sono sette isole di plastica per 8 milioni di tonnellate di rifiuti. La più grande isola di plastica è la Great Pacific Garbage Patch situata nell’Oceano Pacifico tra la California e le Hawaii, grande più della Francia.
Una nuova indagine condotta dall’Agenzia della Salute francese fa emergere che le bevande confezionate in bottiglia di vetro contengono quantità di microplastiche da cinque a cinquanta volte superiore rispetto a quelle conservate in plastica o lattine. Gli scienziati hanno individuato nei tappi di metallo (capsule) la possibile origine delle microplastiche nelle bottiglie di vetro. Questi tappi rivestiti da vernice colorata, subiscono micro graffi durante lo stoccaggio. Tali abrasioni rilasciano frammenti della vernice facilmente riscontrati nelle bevande.
Anche l’acqua di rubinetto presenta delle criticità. Le principali riguardano contaminanti come metalli pesanti e microplastiche, problemi legati alla rete idrica interna come la proliferazione di batteri (inclusa la legionella e l’escherichia coli) e la presenza di sostanze come il cloro o composti perfluoroalchilici (PFAS).
Il cloro è un disinfettante che viene inserito nell’acqua pubblica per prevenzione e legge, può alterare il sapore e, in alcune fasi, formare sottoprodotti indesiderati.
I metalli pesanti possono derivare da vecchie tubazioni in piombo o da una rete idrica degradata.
Le microplastiche sono sempre più diffuse e possono essere presenti anche nell’acqua trattata.
I PFAS sono sostanze chimiche industriali che possono essere presenti nell’acqua e che si accumulano nell’organismo con possibili effetti nocivi sulla salute.
Altre problematiche possono includere la torbidità dovuta a particelle di ferro o manganese in sospensione e a odori sgradevoli, specialmente dopo interventi sulla rete.
I sistemi di depurazione dell’acqua come quello a osmosi inversa presentano caratteristiche che lasciano quantomeno perplessi, proprio per le proprietà chimiche e organolettiche dell’acqua che producono.
Il problema principale è che questi metodi di depurazione dell’acqua sono talmente incentrati sul processo di “depurazione”, che vanno a rimuovere tutti gli elementi presenti nell’acqua, anche quelli utili alla salute, come i sali minerali. Il risultato è che l’acqua ottenuta tramite questi procedimenti è demineralizzata, ossia contiene pochi o nessun minerale.
A questo punto dopo aver esaminato le problematiche inerenti al consumo di acqua in bottiglia di plastica, di rubinetto e depurata ci domandiamo a quale acqua possiamo affidare il nostro benessere.
Per comprendere ciò, ritorniamo alle origini e nello specifico alle zone blu della longevità.
Tra le più conosciute ricordiamo gli Hunza, un popolo di centenari situato in una minuscola regione negli anfratti della catena himalayana del Pakistan. Il dottor Henri Coanda, padre della dinamica dei fluid, analizzò negli anni ‘50 le proprietà benefiche dell’acqua che gli Hunza e i popoli delle zone blu bevevano.
Osservò che la tensione superficiale era bassa, cosa che rendeva l’acqua altamente assorbibile, era inoltre presente una struttura cristallina a cluster simile a quella dei fluidi nel corpo umano. Quest’ultima caratteristica era particolarmente importante, perché significava che l’acqua era già compatibile con i processi biologici dell’organismo, era “un’acqua viva”.
Altri scienziati si unirono alle ricerche del dottor Coanda, rendendosi conto che “l’acqua viva” era presente in diverse regioni dove la popolazione godeva di un’analoga buona salute e di una lunga vita: le Ande, la regione caucasica dell’Asia sudoccidentale e la regione di Shin-Chan in Cina. Inoltre, identificarono altri tratti distintivi di quest’acqua, tra cui un pH alcalino, un’abbondanza di minerali e un’alta concentrazione di idrogeno molecolare. Secondo logica il passo successivo fu quello di scoprire come ricreare tale acqua per renderla disponibile a chiunque nel mondo.
A questo scopo gli scienziati si rivolsero agli studi di Micheal Faraday, chimico e fisico inglese che nell’Ottocento inventò la prima apparecchiatura per elettrolisi. Questa rappresentò un’invenzione straordinaria, perché in grado di separare l’acqua nelle sue componenti d’idrogeno e ossigeno. Nel Novecento ricercatori giapponesi iniziarono a produrre le primissime unità in grado di simulare la ionizzazione “dividendo” elettronicamente le molecole d’ acqua. L’acqua venne studiata attentamente dagli scienziati che osservarono la notevole somiglianza con l’acqua degli Hunza per quanto riguarda la struttura, la composizione chimica e le proprietà benefiche.
L’ acqua alcalina ionizzata e con idrogeno molecolare aiuta a contrastare le cinque cause principali delle malattie:
– l’iper acidificazione del corpo
– la disidratazione cronica
– scorie e tossine nel corpo
– i radicali liberi e lo stress ossidativo
– le sostanze inquinanti nell’acqua di rubinetto.
L’acqua ionizzata alcalina offre preziosi benefici per la nostra salute. In particolare:
- ripristina l’equilibrio del pH del corpo. Il corpo umano funziona al meglio quando si trova in uno stato leggermente alcalino. L’organismo mette in moto i sistemi tampone al fine di mantenere il pH del sangue entro limiti ben definiti, tra 7,36 e 7,40. L’acqua ionizzata alcalina neutralizza l’acidità del corpo. Un ambiente interno acido rappresenta un terreno fertile per la proliferazione di malattie. Bere acqua ionizzata alcalina favorisce il funzionamento ottimale di tutti i processi fisiologici responsabili dell’equilibrio del pH del nostro organismo. Alcalinizzare il corpo è fondamentale per stare meglio.
- fornisce una maggiore idratazione cellulare. Le molecole d’acqua si aggregano a grappolo a formare i cluster (gruppi di molecole). Il processo di ionizzazione rompe i cluster in piccoli gruppi riducendo le dimensioni del gruppo da 12-16 molecole a 5.6 molecole ionizzate. Gruppi di molecole più piccoli passano attraverso le cellule più facilmente permettendo una profonda idratazione. Questo perché non solo la dimensione è più piccola, ma anche perché la molecola d’acqua assume una forma esagonale che si interfaccia esattamente con la parete cellulare, anch’essa con forma a matrice esagonale.
- agisce come un potente antiossidante. Contrasta l’azione dei radicali liberi che sono atomi di ossigeno instabile che hanno bisogno di elettroni addizionali per poter essere stabilizzati. L’ esposizione ai radicali liberi crea un elemento di disturbo per la normale funzione della cellula e, se continuo, determina un precoce invecchiamento delle cellule e l’insorgere di varie patologie anche gravi.
- depura e disintossica. Alimentarsi abitualmente con una dieta a base di cibi cucinati e processati crea, col tempo, uno strato di muco nel tratto digestivo noto come placca mucoide, che si deposita nell’intestino dove vengono assorbiti i nutrienti, e tende ad ispessirsi, sviluppando nel tempo carenze nutrizionali, anche se si fanno tre pasti al giorno che reputiamo salutari. L’ acqua ionizzata grazie ai suoi piccoli cluster di molecole, è in grado di penetrare la placca mucoide, contribuendo a rimuoverla. Quando la superficie di rivestimento è pulita, l’acqua penetra, idrata, permettendo ai nutrienti di passare nel sangue con maggiore facilità. Il corpo a tal punto è in grado di assimilare al meglio le sostanze nutritive.
L’ idrogeno molecolare è una molecola composta da due atomi di idrogeno che suscita un crescente interesse scientifico per le sue proprietà terapeutiche, in particolare come potente e selettivo antiossidante e antinfiammatorio. E’ la molecola più piccola e abbondante dell’universo e, grazie al suo basso peso molecolare, è in grado di diffondersi rapidamente e superare le barriere biologiche, inclusa la barriera ematoencefalica che protegge il cervello.
I benefici dell’idrogeno molecolare, supportati da diverse ricerche e studi, includono:
- azione antiossidante: neutralizza in modo selettivo i radicali liberi responsabili dello stress ossidativo e dell’invecchiamento cellulare.
- effetti antinfiammatori: aiuta a ridurre l’infiammazione cronica e acuta in diverse condizioni, come artrosi, artrite e neuropatie.
- supporto metabolico: contribuisce a stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue.
- miglioramenti delle prestazioni e del recupero fisico.
- salute dermatologica: favorisce la produzione di collagene ed elastina, aiutando a contrastare l’invecchiamento precoce della pelle.
- neuroprotezione: grazie alla sua capacità di superare la barriera ematoencefalica, può offrire protezione ai tessuti cerebrali.
Se siamo ciò che mangiamo come diceva il filosofo tedesco Ludwing Feuerbach siamo anche il risultato di ciò che beviamo, per questo è importante scegliere consapevolmente un’acqua che ci permetta di supportare al meglio le funzioni vitali del corpo preservando il nostro benessere.
a cura di: Cristina Capocasale,
infermiera, naturopata, counselor, riflessologa facciale
