Vertigini e sbandamenti? La causa potrebbe essere il tuo collo
Il senso di instabilità o la vertigine rotatoria sono sintomi molto diffusi tra la popolazione e, quando si presentano, diventano comprensibilmente fonte di grande preoccupazione per chi ne soffre.
Le cause alla base di questi disturbi possono essere molteplici e coinvolgono diversi sistemi del nostro corpo:
• L’orecchio interno (sistema vestibolare);
• Il sistema nervoso centrale, in particolare il cervelletto;
• Il sistema cardiovascolare, con specifico riferimento ai vasi sanguigni che decorrono vicino alla colonna cervicale;
• Il sistema propriocettivo, legato ai meccanocettori del nostro sistema muscolo-scheletrico;
• Fattori psicologici, come ansia e stress.
La vertigine cervicogenica e il “conflitto sensoriale”
La diagnosi di vertigine cervicogenica viene effettuata per esclusione: si formula, cioè, quando vengono indagate e scartate tutte le altre cause, isolando un’alterazione del sistema propriocettivo. Ed è esattamente qui che entra in gioco il ruolo della fisioterapia.
Ma cosa accade, a livello muscolo-scheletrico? A causa di traumi (come il colpo di frusta) o di microtraumi ripetuti nel tempo, i nostri recettori articolari e muscolari – in particolare i meccanocettori della zona cervicale superiore (C1-C3) – subiscono un danno. Di conseguenza, iniziano a inviare segnali alterati e incoerenti ai centri dell’equilibrio situati nel tronco encefalico (i nuclei vestibolari). Questo cortocircuito genera un vero e proprio “conflitto sensoriale”, che il paziente percepisce come vertigine o capogiro.
Nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 90%), la sensazione riferita è un vago senso di instabilità, accompagnata talvolta da sensazione di “testa vuota”, visione offuscata o gambe “molli”. In circa il 5-10% dei casi si sperimenta una vera e propria vertigine rotatoria, che mima la sintomatologia tipica di un problema dell’orecchio interno (di competenza otorinolaringoiatrica). Inoltre, poiché le informazioni propriocettive vengono elaborate anche in stretta connessione con il nervo trigemino, a questi sintomi può associarsi l’emicrania (attraverso un meccanismo di riflesso simile a quello del dolore cardiaco che si irradia al braccio sinistro).
L’impatto emotivo e il percorso di cura fisioterapico
I capogiri e le vertigini sono sintomi fortemente invalidanti. Possono perdurare per diverse ore e limitare drasticamente le normali attività quotidiane. Si tratta di un disturbo pesante anche a livello emotivo, poiché la sensazione di perdita di controllo spinge spesso le persone a temere patologie ben più gravi.
L’approccio fisioterapico a questo problema è di tipo multimodale e si sviluppa in diverse fasi:
1. Informazione e rassicurazione: Il primo passo fondamentale è spiegare chiaramente al paziente i meccanismi biologici alla base del disturbo, riducendo l’ansia correlata.
2. Terapie manuali passive: tecniche come la mobilizzazione articolare o il massaggio miofasciale sono utili e importanti nelle prime fasi per ridurre la rigidità e il dolore.
3. Rieducazione propriocettiva: le terapie passive da sole non bastano. È fondamentale sottoporre il paziente a esercizi terapeutici specifici. Questi movimenti guidati permettono ai fusi neuromuscolari e ai meccanocettori tendinei di inviare di nuovo informazioni corrette e coerenti (anche in sinergia con il sistema visivo) ai nuclei vestibolari, la vera “centrale elettrica” del nostro equilibrio.
4. Rinforzo muscolare mirato: il ripristino della forza dei muscoli che si sono indeboliti o inibiti a causa del dolore (in particolare i muscoli flessori profondi del collo) costituisce una parte imprescindibile del trattamento per garantire risultati stabili e duraturi nel tempo.
Non lasciare che lo sbandamento ti tolga il controllo delle tue giornate: ritrovare l’equilibrio è possibile, e il percorso parte proprio dal prenderti cura del tuo collo.
Dott.ssa Monica Marello – Fisioterapista
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