Il corpo umano

Il corpo umano nasce con un libretto di istruzioni incorporato. Ciononostante è costruito e ci sostiene grazie ad un sistema di interconnessioni che nessun umano sembra aver compreso del tutto nella sua complessità.

Interveniamo sui singoli disturbi, spesso ignorando che la maggior parte delle problematiche sono sistemiche (cioè non agiscono a livello locale, ma nell’intero organismo). Inclusa ovviamente quella del dolore, soprattutto quella del dolore cronico. Sono coinvolti il sistema nervoso, il sistema digerente (in particolare fegato ed intestino), il sistema endocrino, il livello di acidosi della matrice extracellulare, il livello di infiammazione di basso grado che coinvolge tutti i tessuti

Di fronte al dolore cronico si aprono dunque due grossi temi:

  1. Che cosa è andato storto? Come abbiamo fatto ad arrivare fin qui? Abbiamo la sensazione che qualcosa ci sia rotto, la macchina si è inceppata e non capiamo che parte dobbiamo riparare o sostituire. Non capiamo cos’è successo e ce la prendiamo con questa macchina difettosa. Se solo potessimo cambiarla!
  2. Dimentichiamo che questa macchina siamo noi, la nostra storia, il nostro vissuto, la nostra unicità. Parafrasando la famosa frase di Tolstoj «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo», in questo senso il dolore e il modo in cui lo attraversiamo e trasformiamo rappresenta ciò che più ci contraddistingue. Con questo non vogliamo dire che noi “siamo” il nostro dolore, ma lui (è un lui!) è parte fondante di noi
  • Che cosa possiamo fare? Possiamo correre da mille specialisti, affidarci ai loro consigli. Affidarci alle ultime cure farmacologiche, all’elettroporazione, alla neuro modulazione, Laser terapia… fino ai trapianti di cellule staminali e mille altre a seconda del tipo di dolore che sperimentiamo. Ognuna di queste cure può permetterci di ottenere dei risultati (più o meno duraturi) ma è necessario integrarla, inserirla in un contesto che dia un senso a ciò che succede al nostro sistema corpo-mente.
    In questo la medicina cinese ci viene in grande aiuto. Partendo nient’affatto banalmente dall’equilibrio dello Yin e dello Yang al nostro interno.
    Per spiegarne i principi proviamo ad utilizzare una metafora apparentemente stupida. Quella della stufa a legna che io amo tanto: gli elementi che garantiscono un buon funzionamento della stufa a legna sono fondamentalmente, la legna, le condizioni atmosferiche (freddo, umido, ecc.) e la stufa stessa. La legna, la base di tutto, è lo Yin, il fuoco è lo Yang. Senza legna non esiste il fuoco, se inseriamo nel sistema troppo ossigeno (Yang) il fuoco divampa (dolore), consumerà tutto lo Yin e si spegnerà molto presto. Se la qualità della legna è cattiva (troppo resinosa, bagnata, trattata chimicamente, ecc.) brucerà male (generando poca energia) e sporcherà la stufa.
    Dunque se una stufa funziona male cosa dobbiamo fare? Per prima cosa pulire la stufa! A parità di condizioni infatti una stufa pulita funzionerà meglio, genererà più calore e durerà più a lungo.
    In secondo luogo ci preoccupiamo della legna che usiamo. Deve essere della qualità e nella quantità corretta, dovrà inoltre essere posizionata in modo da poter far passare l’ossigeno in quantità sufficiente per la combustione.
    Infine ci preoccupiamo di regolare le entrate di aria (Yang) per modulare il fuoco ed evitare che divampi troppo o che si spenga.

Il dolore, lo sappiamo, è un modo attraverso cui il corpo ci dice che dobbiamo occuparci di lui. Di ripulirlo in modo che possa funzionare bene, di nutrirlo (tutti i tessuti) in modo corretto. Di non pompare troppo (il sistema nervoso) per non portarlo ad esaurimento. Ma anche di non spegnere la fiamma togliendogli l’ossigeno.

E’ evidente che si tratta di un esempio semplicistico ma ci dà gli elementi di base per capire cosa possiamo e dobbiamo fare per il nostro organismo quando ci dà segni di allarme. E solo dopo aver capito il contesto potremo decidere COSA fare per pulire i tessuti in altre parole per disintossicarci (rimedi specifici, trattamenti piuttosto che fare attività fisica, o un insieme di queste cose) in base al grado di intossicazione che abbiamo

Cosa possiamo fare per nutrire i tessuti a livello profondo (nutrire lo Yin)

Cosa possiamo fare per rimettere in moto (eliminare le stasi) e favorire l’attività complessiva dell’organismo (nutrire lo Yang)

Di fronte ad una stanchezza profonda (che spesso precede o si associa al dolore cronico) cosa facciamo di solito? Spingiamo lo Yang (prendiamo rimedi ricostituenti, caffè, nervini incluso il ginseng, alimenti molto corroboranti, ecc.). In altre parole spingiamo il nostro sistema nervoso simpatico ad essere più attivo. Questo peggiora enormemente il problema, perché se il fuoco vitale del nostro organismo non brucia bene, al 90% dei casi non è perché manca la diavolina, ma perché manca la legna o per lo meno manca legna di qualità. La legna è la base di tutta la nostra energia, e rappresenta come abbiamo visto la dimensione dello Yin (sistema nervoso parasimpatico). E’ necessario dunque riuscire a fare in modo di nutrirla attraverso il riposo, attività regolatrici, cibi, rimedi, trattamenti calmanti. Quando incontriamo un dolore cronico dunque dobbiamo per prima cosa tirare il freno e cambiare ritmo. Il corpo ce lo dice in modo inequivocabile. E noi puntualmente rispondiamo “Eh ma con tutte le cose da fare come faccio?”

La risposta è: o troviamo il modo o il corpo lo troverà per noi.

Ora, è evidente che questa metafora, come tutte le metafore, spiega solo una parte della storia e nemmeno la più importante. La parte più importante della storia infatti è che ogni organismo vivente, animale e vegetale, nella sua straordinaria complessità, a differenza della stufa, nasce già con insita in sé la capacità di auto guarirsi e il nostro compito è principalmente quello di assecondare questo movimento.

Non è dunque esagerato dire che il dolore (nei suoi stadi acuti ma soprattutto cronici) ha il fondamentale ruolo evolutivo di farci fermare a capire come funzioniamo, come generiamo energia e come la usiamo per poi aiutarci a ripartire in modo più sano e sostenibile.

Il vero tema è riuscire, reimparare a comunicare con la natura, la propria, umana, e quella omnicomprensiva da cui originiamo e in cui siamo immersi. Capirne le regole, i messaggi. Fluire nel suo flusso.

Le istruzioni per farlo sono scritte nel nostro corpo, gli animali lo sanno, noi sembriamo averlo dimenticato.

Alessandra Bettari, naturopata e operatrice shiatsu

Cell. 344 114 7037

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