Fobia o ansia sociale

Fobia o ansia sociale

1 Dicembre 2022 Blog 0

Cos’è la Fobia Sociale?
La Fobia Sociale o Ansia Sociale è un disturbo d’ansia caratterizzato da ansia e disagio elevati in determinate situazioni interpersonali o di prestazione. Queste situazioni possono essere più o meno specifiche e possono riguardare, ad esempio:
– Iniziare o continuare una conversazione con persone che non si conoscono;
– Far parte di piccoli gruppi;
– Avere un appuntamento romantico;
– Parlare con persone autorevoli (come un medico, un professore, il proprio capo…);
– Partecipare a feste;
– Parlare di fronte ad altre persone;
– Mangiare di fronte ad altre persone;
– Esibirsi di fronte ad altre persone;
– Utilizzare i bagni pubblici;
– Telefonare;
– Entrare in bar o negozi;
– Altre situazioni in cui la persona deve compiere azioni davanti ad altri o si trova con persone non intime.

La persona che soffre di Fobia Sociale teme queste situazioni perché teme il giudizio degli altri; sperimenta un’intensa ansia anticipatoria all’idea di dover esporsi a tali eventi e, se può, tende ad evitarli. Se invece si trova, suo malgrado, in tali situazioni, allora sperimenta un’ansia ed un disagio molto intensi, spesso accompagnati da tremore, sudorazione, tachicardia, nausea, rossore… Insieme all’ansia, l’emozione sperimentata di solito è una forte vergogna: la persona si sente profondamente inadeguata, sbagliata, imbranata, stupida o goffa; sente che gli occhi degli altri sono puntati su di sé in modo sprezzante, giudicante o umiliante; sente di attirare inevitabilmente l’attenzione, come un papavero in mezzo al grano, ma ovviamente in modo negativo… e vorrebbe semplicemente sparire, inabissarsi, essere invisibile.
fatto di percepire intensamente sensazioni fisiche di ansia o vergogna non fa altro che peggiorare il disagio stesso, perché la persona è certa che gli altri si accorgano del suo disagio e che la giudichino per questo. Ad esempio, una persona che soffre di Fobia Sociale e si trova a dover partecipare ad una cena di lavoro potrebbe pensare: “Ecco, sono qui in silenzio, tutti parlano e io non so che cosa dire né dove guardare. Adesso sto arrossendo, sento caldo, sto sudando… che vergogna! Tutti mi vedranno e si accorgeranno di quanto sono in imbarazzo, penseranno che sono una stupida, un’imbranata, che non so fare una conversazione come si deve… che figura, il mio capo si vergognerà di me!” Questi pensieri non fanno altro che peggiorare lo stato di ansia e vergogna, e spesso la persona cercherà di nascondere le proprie emozioni, evitando ad esempio lo sguardo degli altri, o cercando di non attirare l’attenzione, o al contrario cercando di mostrarsi falsamente sicura di sé, ad esempio ridendo in modo incongruo o parlando eccessivamente. In generale, tali comportamenti non sono funzionali, perché aumentano lo stress, diminuiscono la spontaneità e finiscono, a volte, per peggiorare davvero l’impressione che gli altri avranno su quella persona. Ad esempio, se una persona rimane eccessivamente in silenzio, con lo sguardo basso e un’espressione tesa, gli altri potrebbero pensare che non voglia partecipare alla conversazione, e potrebbero smettere di parlarle o di invitarla a prendere un caffè. Questo potrebbe confermare l’idea negativa che la persona che soffre di Fobia Sociale ha su di sé, ad esempio: “Non piaccio a nessuno”.
Dopo l’evento sociale, chi soffre di Fobia Sociale tende a rimuginare su quanto è stato disastroso, sugli sguardi di commiserazione ricevuti, sentendosi profondamente inadeguata e delusa da sè stessa. Questo rimuginio non fa altro che aumentare l’ansia anticipatoria di fronte al prossimo evento sociale, che la persona di nuovo tenderà ad evitare, senza poter così “allenarsi” a stare con gli altri.
Da un punto di vista cognitivo, la persona che soffre di Fobia Sociale tende ad avere una visione negativa su di sé nel momento in cui entra a contatto con gli altri non familiari, i quali vengono pensati come critici, sprezzanti, potenzialmente umilianti, più forti, competenti, capaci. Sente un forte timore del giudizio altrui e allo stesso tempo spesso il bisogno di dimostrare il proprio valore, sentendosi costantemente sotto giudizio ed obbligata a partecipare a performance in cui è assolutamente necessario non fallire. E’ molto severa nel giudicare le proprie performance sociali e certa che anche gli altri la guarderanno dall’alto in basso, con la stessa severità e lo stesso disprezzo. Talvolta la persona che soffre di Fobia Sociale sente dolorosamente di non essere in grado di piacere agli altri per come è e che questo significhi poter essere sola ed esclusa o fallita, perdente…

Uno dei trattamenti più indicati per la Fobia Sociale da un punto di vista psicologico è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che mira a:
– Rendere consapevole la persona riguardo a come funziona tale disturbo;
– Ristrutturare i pensieri automatici negativi che precedono, accompagnano e seguono l’evento sociale;
– Normalizzare le sensazioni fisiche percepite come “vergognose”, riducendo l’intolleranza al provare vergogna e imbarazzo e le credenze negative sul manifestare tali emozioni;
– Rompere il ciclo disfunzionale dell’evitamento e dei comportamenti protettivi non funzionali, concordando delle piccole esposizioni graduali a situazioni sociali temute;
– Lavorare sugli schemi centrali di sé e degli altri e sugli eventi di vita che possono aver giocato un ruolo nella formazione di tali schemi (es, episodi di bullismo o umiliazione).

In terapia la persona apprende dove sono nati questi dolorosi schemi disfunzionali e come correggerli, arrivando a scoprire piano piano che è possibile stare con gli altri (e con sé) in modo sereno, piacevole e senza sentirsi costantemente come se si stesse partecipando ad una gara che si è destinati a perdere rovinosamente.

Bibliografia

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders,
Fifth Edition, DSM-5. Arlington, VA. (Tr. it.: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali,
Quinta edizione, DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014)

a cura di Dr.ssa Giulia Anna Aldi, psicologa e psicoterapeuta

 

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