Sindrome Long-Covid: la proposta di Igea Studio Udine

Sindrome Long-Covid: la proposta di Igea Studio Udine

30 Maggio 2021 Blog 0

SINDROME LONG-COVID: LA PROPOSTA DI IGEA STUDIO

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, nella nostra regione si sono ammalati di coronavirus oltre 99.000 persone dall’inizio della pandemia ad oggi. Ciò che si osserva dopo un anno di pandemia ed analizzando il decorso della malattia è che solo in una limitata parte dei casi c’è una guarigione completa, mentre in circa 3 casi su 4 il periodo di convalescenza è piuttosto lungo e molte persone continuano a lamentare dolori di varia natura anche dopo essersi negativizzati. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che «in alcune persone i sintomi possono permanere anche per diversi mesi», periodo durante il quale la persona si porta dietro i segni della malattia pur non essendo più infettiva.

Gli studiosi di tutto il mondo sono concordi nel considerare oltre alla patologia da Covid-19, anche una successiva forma chiamata Sindrome Long-Covid, ovvero un insieme di sintomi e malesseri post-infezione, non inquadrabili in altre patologie già note, che può colpire sia chi ha contratto il virus in forma acuta (per cui sono stati necessari il ricovero ospedaliero ed una terapia farmacologica specifica), sia chi lo ha avuto in forma lieve.

I sintomi long-covid sono vari, possono presentarsi singolarmente o in combinazione tra loro, essere costanti, transitori o intermittenti e cambiare la loro natura nel tempo, e sono persistenti soprattutto in persone di età compresa tra i 40 ed i 60 anni e gli ospedalizzati. Parliamo di difficoltà di concentrazione, confusione, malessere dopo uno sforzo fisico, insonnia, depressione (crisi di pianto, apatia), mal di testa, perdita di capelli, rash cutaneo, tosse persistente, stanchezza, dolori muscolari, febbre intermittente, dolore toracico, respiro corto, alterazioni o perdita di gusto ed olfatto. È chiaro che di fronte a questa molteplicità di sintomi risulta difficile per molte persone, anche dopo la guarigione clinica e virologica, riuscire a tornare alla loro vita così come era prima del covid. Sicuramente chi ha avuto la malattia in forma severa ed è stato sottoposto a cure intensive (ad esempio intubazione), per riprendere la completa funzionalità deve affrontare percorsi di riabilitazione, analogamente a quanto accade nel caso di altre malattie altrettanto gravi che comportano un lungo periodo di allettamento e di conseguenza atrofia muscolare e difficoltà respiratorie per danno polmonare.

La stanchezza e la debolezza muscolare sono stati i sintomi documentati con maggiore frequenza (da 6 pazienti su 10), a seguire i disturbi del sonnol’ansia e la depressione (rilevati in media in 1 persona su 4). Importante è non sottovalutare la persistenza della stanchezza per individuare chi ha bisogno di un programma di riabilitazione psico-fisica e di supporto nutrizionale attraverso cui controllare la perdita di massa muscolare, ed anche la presenza di disturbi della sfera psichica poiché molte persone presentano un disturbo post-traumatico da stress o altre forme di disagio psicologico.

Sandro Iannaccone, primario dell’unità di riabilitazione disturbi neurologici cognitivi motori dell’Irccs ospedale San Raffaele afferma che «oggi tendiamo a parlare di Long-Covid quando, due mesi dopo la negativizzazione, un paziente continua a manifestare uno o più dei sintomi indicati». In linea di massima, più grave è stata la malattia, maggiore rischia di essere l’entità dei sintomi nel tempo. I pazienti più a rischio sono probabilmente coloro che, già prima dell’infezione, risultavano obesiipertesi o affetti da una malattia mentale. Tuttavia è ancora presto per dire se la Covid-19 lascerà delle conseguenze a lungo termine – sostiene Iannaccone -. Quello che sappiamo è che molto dipende dalla capacità dell’organismo di rispondere all’infezione virale. Abbiamo la certezza, dopo un anno di pandemia, che quanto più la riabilitazione per questi pazienti è precoce, tanto più rapida e completa è la ripresa».

Uno studio condotto presso il dipartimento Pneumologia Riabilitativa degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri ha osservato pazienti con sintomi di fiato corto e stanchezza cronica, a volte accompagnati da ansia, disturbi di memoria, depressione, danno neurologico e muscolare, ed ha evidenziato un miglioramento significativo nel 75% di quelli sottoposti a un percorso di riabilitazione già dopo 3 settimane.

In conclusione, indipendentemente dalla gravità della malattia avuta, i segni che il Sars-Cov-2 lascia sull’organismo possono durare mesi e avere conseguenze sulla respirazione, le capacità fisiche e il benessere psicologico. Ma con un’attenta riabilitazione il Long Covid si supera, e si supera prima.

Secondo la federazione italiana delle società scientifiche tra le possibili soluzioni, c’è l’implementazione delle cosiddette macro-attività ambulatoriali coordinate, dove più terapisti organizzano, in una sorta di “day hospital” di 2-3 ore di attività per le esigenze specifiche del paziente. Tutto questo lavoro coinvolge necessariamente un team multidisciplinare, un lavoro di squadra tra medico, psicologo, naturopata e altri professionisti della salute.

All’Igea Studio troverai tutto questo e la possibilità di migliorare la qualità della tua vita grazie ad un piano riabilitativo personalizzato che i professionisti predisporranno per te.

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